{"id":10001,"date":"2025-02-24T12:11:53","date_gmt":"2025-02-24T10:11:53","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.scuolaleonardo.com\/?p=10001"},"modified":"2025-02-24T12:26:43","modified_gmt":"2025-02-24T10:26:43","slug":"gianduja-il-protagonista-del-carnevale-torinese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.scuolaleonardo.com\/it\/2025\/02\/24\/gianduja-il-protagonista-del-carnevale-torinese\/","title":{"rendered":"Gianduja: il protagonista del carnevale torinese"},"content":{"rendered":"\n<p>Chi sono i due personaggi raffigurati sulle pareti di fronte ai bagni <a href=\"https:\/\/blog.scuolaleonardo.com\/it\/2025\/01\/21\/we-run-the-streets-arriva-a-torino\/\">della nostra nuova sede di Torino<\/a>? <strong>Gianduja e la moglie Giacometta<\/strong>, i protagonisti indiscussi del carnevale e di tutti gli eventi folcloristici torinesi. Gianduja \u00e8 la maschera tipica di Torino, proprio come Arlecchino lo \u00e8 per Bergamo e Pulcinella per Napoli. Il suo nome deriva probabilmente dall\u2019espressione dialettale \u201cGioann dla doja\u201d, che significa \u201cGiovanni del boccale\u201d, perch\u00e9 Gianduja \u00e8 un grande amante del vino Grignolino.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Chi \u00e8 Gianduja?<\/h2>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/blog.scuolaleonardo.com\/it\/2025\/02\/17\/ambrosian-carnival-milan-2025\/\">A differenza di molte altre maschere italiane<\/a>, Gianduja non appartiene alla <strong>Commedia dell\u2019Arte<\/strong>, una forma di teatro popolare nata in Italia nel XVI secolo. Fu creato, invece, all\u2019inizio del XIX secolo dai burattinai torinesi Giovanni Battista Sales e Gioachino Bellone. Gianduja \u00e8 un \u201cbuon padre di famiglia\u201d e si differenzia dalle altre maschere per essere un servo fedele, che collabora con gli aristocratici senza cercare di approfittarne. Rappresenterebbe, insomma, i valori del popolo pacato e conservatore, privo di idee rivoluzionarie.<\/p>\n\n\n\n<p>Il suo stesso abbigliamento settecentesco ne confermerebbe l\u2019adesione ai valori dell\u2019<strong>Antico Regime<\/strong>: Gianduja indossa, infatti, un giubbetto marrone con i bordi rossi, un panciotto giallo, calzoni verdi lunghi fino al ginocchio, calze rosse e scarpe con la fibbia d\u2019ottone. Ha sempre anche una parrucca e un tricorno, un copricapo molto popolare nel XVIII secolo.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/blog.scuolaleonardo.com\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Gianduja-e-Giacometta_900x600.jpeg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"1024\" height=\"682\" src=\"https:\/\/blog.scuolaleonardo.com\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Gianduja-e-Giacometta_900x600-1024x682.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-9996\" srcset=\"https:\/\/blog.scuolaleonardo.com\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Gianduja-e-Giacometta_900x600-1024x682.jpeg 1024w, https:\/\/blog.scuolaleonardo.com\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Gianduja-e-Giacometta_900x600-300x200.jpeg 300w, https:\/\/blog.scuolaleonardo.com\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Gianduja-e-Giacometta_900x600-768x512.jpeg 768w, https:\/\/blog.scuolaleonardo.com\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Gianduja-e-Giacometta_900x600-400x267.jpeg 400w, https:\/\/blog.scuolaleonardo.com\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Gianduja-e-Giacometta_900x600-750x500.jpeg 750w, https:\/\/blog.scuolaleonardo.com\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Gianduja-e-Giacometta_900x600.jpeg 1154w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Tuttavia, dietro il suo aspetto insospettabile, si nasconde una vena di satira politica...<\/h2>\n\n\n\n<p>Inizialmente, il burattino si chiamava <strong>Gir\u00f2ni<\/strong> (in italiano Gerolamo), ma i suoi spettacoli in dialetto piemontese, ebbero problemi con la censura prima del governo ligure, poi con quello della citt\u00e0 di Torino, entrambi filonapoleonici. E cos\u00ec Giovanni Battista Sales\u00a0e\u00a0Gioachino Bellone si rifugiarono a <strong>Castell\u2019Alfero<\/strong>, in provincia di Asti, dove ricevettero aiuto dalla famiglia De Rolandis, da cui proveniva il patriota <strong>Giovanni Battista De Rolandis<\/strong> che, insieme al bolognese <strong>Luigi Zamboni<\/strong>, sembra aver suggerito <a href=\"https:\/\/podcast.scuolaleonardo.com\/il-tricolore-episodio-2-stagione-9\/\">l\u2019inserimento del verde al posto dell\u2019azzurro nel tricolore italiano<\/a>. E proprio in quel periodo i marionettisti cambiarono il nome del loro burattino in Gianduja e aggiunsero al suo cappello la coccarda tricolore, simbolo della nuova Italia che stava nascendo. Il casale in cui nacque Gianduja esiste ancora oggi ed \u00e8 visitabile; si chiama <strong>\u2018l Ciab\u00f2t \u00ebd Giandoja<\/strong> e si trova a Callianetto, vicino ad Asti.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche dopo la morte dei suoi inventori, Gianduja continu\u00f2 a essere protagonista di spettacoli grazie ad altre compagnie di marionettisti, in particolare quella dei Lupi di Ferrara. Il talento artistico di questi ultimi e il fatto che il personaggio si fosse fatto portavoce degli ideali del\u00a0Risorgimento\u00a0e dell\u2019Unit\u00e0 d\u2019Italia affascin\u00f2 molti intellettuali dell\u2019epoca e le rese sempre pi\u00f9 popolare.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel tempo Gianduja si afferm\u00f2 come simbolo del patriottismo piemontese, ma anche stereotipo dei Piemontesi, caratterizzati da buon senso, bont\u00e0 e concretezza. Divenne cos\u00ec <strong>il protagonista del carnevale torinese<\/strong>, durante i cui festeggiamenti venivano lanciate sulla folla le caramelle di Gianduja. Queste caramelle, che ancora oggi si trovano in qualche confetteria del centro storico di Torino, si presentavano come grandi cialde tondeggianti e si chiamavano cos\u00ec perch\u00e9 incartate in involucri esagonali decorati appunto con l\u2019immagine di Gianduja.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/blog.scuolaleonardo.com\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/37290219.webp\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/blog.scuolaleonardo.com\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/37290219-1024x683.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-9998\" srcset=\"https:\/\/blog.scuolaleonardo.com\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/37290219-1024x683.webp 1024w, https:\/\/blog.scuolaleonardo.com\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/37290219-300x200.webp 300w, https:\/\/blog.scuolaleonardo.com\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/37290219-768x512.webp 768w, https:\/\/blog.scuolaleonardo.com\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/37290219-400x267.webp 400w, https:\/\/blog.scuolaleonardo.com\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/37290219-750x500.webp 750w, https:\/\/blog.scuolaleonardo.com\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/37290219.webp 1500w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">I famosi cioccolatini torinesi<\/h2>\n\n\n\n<p>Durante il carnevale del 1865, un attore vestito da Gianduja present\u00f2 per la prima volta i \u201c<strong><em>gianduiotti<\/em><\/strong>\u201d, i famosi cioccolatini torinesi. I <strong>gianduiotti<\/strong>, cio\u00e8 delle praline \u201c<em>allungate<\/em>\u201d a base di cioccolato e pasta di nocciole, esistevano gi\u00e0 all\u2019epoca del blocco napoleonico, quando i pasticceri di Torino dovettero ridurre l\u2019uso del cacao, mescolandolo con pasta di nocciole per risparmiare. Fu poi il maestro chocolatier\u00a0<strong>Michele Prochet<\/strong>, in societ\u00e0 con l\u2019azienda dolciaria <strong>Caffarel<\/strong>, a perfezionarne la ricetta e ad avvolgerle in un prezioso incarto dorato.<\/p>\n\n\n\n<p>Oggi i <strong><em>gianduiotti<\/em><\/strong> sono <a href=\"https:\/\/blog.scuolaleonardo.com\/it\/2024\/07\/31\/museo-del-cioccolato-torino\/\">il prodotto pi\u00f9 tipico dell\u2019artigianato torinese<\/a>, ma solo la Caffarel \u00e8 autorizzata ad usare l\u2019immagine di Gianduja sull\u2019incarto dei propri cioccolatini.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/www.scuolaleonardo.com\/it\/studiare-italiano-a-torino.html\">Vuoi imparare italiano a Torino? Scopri di pi\u00f9 sulla nostra scuola!<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Chi sono i due personaggi raffigurati sulle pareti di fronte ai bagni della nostra nuova sede di Torino? 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