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La mia valutazione sulla scuola

La mia esperienza comincia una mattina di settembre. Sono arrivato a scuola e mi hanno salutato gentilmente prima di farmi entrare in una sala vuota, avevo in mano un test ed una penna, mi hanno detto che avrei dovuto rispondere ad alcune domande, così loro avrebbero potuto mettermi in una classe adeguata dove ci sarebbero stati altri studenti come me. Ho impiegato un’ora per finire il test.

Onestamente non era difficile, ma non credevo che sarebbe stato così facile. Per quel motivo ho aspettato un po’ per non apparire troppo bravo. Volevo far loro capire che ero qui per imparare e che mi serviva fare un ripasso sulla grammatica.

La gran sorpresa è stata quando ho scoperto che avevo fatto tanti errori su quel test, invece di fare finta di aspettare per non finire troppo presto, avrei potuto controllare le mie risposte prima di averlo consegnato.

Il giorno successivo mi sono trovato in un'altra sala. Questa volta non ero da solo, ma con degli altri studenti. Erano tutti stranieri, tutti diversi tranne una studentessa che veniva dalla Svezia come me, loro possedevano le stesse conoscenze secondo il test che avevo fatto il giorno prima, ed era con quella classe che mi sarei dovuto confrontare ogni giorno.

All’inizio facevo fatica a studiare e presentarmi a scuola per svolgere le lezioni, non mi piaceva il fatto di iniziare nuovamente a studiare perché ero abituato a lavorare.

Pensavo anche di essere uno dei più giovani in classe ma in realtà ero il più vecchio, poi gli argomenti che affrontavamo in classe non erano d’attualità. Gli esercizi che ci davano da fare erano puerili. In ogni lezione facevo esercizi e solo esercizi, la maggior parte dei quali erano da fare individualmente senza parlare con i compagni, per magari discutere o ragionare insieme. Ogni volta che avevo finito un esercizio, me ne assegnavano un altro finché la lezione finiva.

Le mie prime due settimane sono state dure, non avevo la motivazione di andare a scuola o d’intergrami in classe. Non mi sentivo proprio a mio agio, ero vecchio e sentivo come se avessi iniziato il liceo di nuovo.

Un giorno ho deciso di cambiare classe. Sono andato al colloquio insieme alla studentessa svedese con cui ero diventato amico, abbiamo spiegato la nostra situazione e il nostro desiderio di farci spostare ad un'altra classe.

Loro hanno approvato ed il giorno successivo avevamo un altro insegnate.

Siamo entrati in classe ed ho visto un ragazzo biondo, molto giovane, non il solito stereotipo di un insegnante, speravo che lui fosse più bravo. Mi sono seduto ed ho seguito attentamente la sua lezione.

Nelle lezioni successive abbiamo parlato tanto in classe, cosa che non avevo fatto da due settimane, nella mia classe c’erano dei ragazzi giapponesi, un canadese, due francesi, due brasiliane ed una colombiana.

Ci siamo conosciuti abbastanza bene a causa del fatto che dovevamo raccontare la nostra giornata dal mattino fino al momento di arrivare a scuola.

Mi ricordo che facevo fatica con il congiuntivo quando dovevo raccontare la mia giornata, ma sbagliando s’impara.

Le nostre lezioni erano più dinamiche, rispetto a quelle iniziali, l’insegnante faceva suonare dei brani di artisti italiani ed anche se non mi piace molto la musica italiana, il nostro insegnate sapeva rendere il tema interessante. Parlavamo in gruppo del testo della canzone tentando di capirne il significato e poi facevamo una piccola analisi sul significato che l’artista stesso voleva dargli.

Due o tre volte alla settimana facevamo un piccolo test, che consisteva in una parte di grammatica e in un’altra più creativa.

Questi esercizi erano chiamati “Scrivi le domande” e “Vero e falso”. Il primo è stato molto divertente ed apprezzato da noi studenti, non perché non fosse un esercizio esigente, ma perché gli studenti giapponesi avevano una fantasia tremenda quando dovevano formulare le domande per le risposte date. Il “Vero e falso” era troppo buffo e mi faceva tanto ridere: dovevamo leggere delle frasi e controllare se erano state costruite correttamente.

Credo di avere ottenuto una bella esperienza durante il mio periodo a scuola, ho imparato tantissimo e mi sento sicuro quando parlo l’italiano. Non credo che avrei potuto dare una buona valutazione se non avessi cambiato insegnante.

Bisogna anche dire che lo staff alla scuola Leonardo Da Vinci si è comportato molto bene, erano sempre tutti a nostra disposizione.

In conclusione vorrei raccomandare la scuola a tutti gli studenti che vogliano imparare l’italiano.

Felipe Castillo
Scuola Leonardo Da Vinci Milano
06/10/2008 – 14/12/2008

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