ditals

Pubblichiamo con grande piacere la testimonianza di Roberta, giovane e determinata tirocinante che certamente farà tanta strada. Nelle foto la vedete con gli studenti, a scuola e in gita e potete anche  “assaggiare” (solo con gli occhi, che peccato :-) ) le fantastiche torte che ha preparato per noi e per gli studenti. Buona lettura e grazie ancora a Roberta per le sue belle parole!

“Mi presento: sono Roberta e da circa un mese sono una tirocinante delle scuola Leonardo da Vinci. Per motivi pratici sto svolgendo il tirocinio prima del corso DITALS1.
Perché diventare insegnante?
All’università ho studiato scienze statistiche attuariali (in sostanza assicurazioni) ma in contemporanea ho studiato giapponese e siccome ho deciso di andare in Giappone per continuare a studiare la lingua ho pensato che, come lavoro durante questo anno nella terra del sol levante, avrei potuto insegnare italiano ai giapponesi  in sostanza fare l’insegnante.
(A dire la verità già da tempo sognavo di fare l’insegnante di giapponese in Italia, anche perché non mi sento molto portata per un lavoro di ufficio…. ma nella vita non si sa mai)

Sono venuta a conoscenza della scuola Leonardo da Vinci e del DITALS grazie ad un amico giapponese che studia italiano qui. E così è iniziato il mio tirocinio…

La prima settimana di tirocinio ero un po’ spaesata, non sapevo assolutamente nulla di come si gestisce una classe, di come si svolge una lezione (nel senso che ho sempre vissuto solo la parte dello studente), di come ci si rapporta con docenti e studenti (sempre nella nuova ottica). Fortunatamente tutti gli insegnanti si sono presi cura di me e gli studenti sono stati molto amichevoli, così dopo un primo periodo di osservazione in una classe (di livello A2/2) ho potuto anche svolgere una lezione (ovviamente con l’aiuto dell’insegnante). Ero abbastanza inquieta, ma il riscontro con gli studenti è stato positivo e ne sono stata davvero felice.

Siccome non ho molto tempo prima della partenza per il Giappone ho deciso di non limitare le ore di tirocinio alle 30 previste per l’accesso all’esame DITALS1 ma di aumentarle il più possibile e orami è quasi un mese che frequento la scuola.

Per riuscire a farmi un’idea dello sviluppo di una classe al mattino seguo sempre la stessa classe che da livello A1 ha ormai raggiunto il livello A2, invece il pomeriggio seguo ogni settimana una classe di livello diverso con un insegnante diverso.

Questi due “percorsi” penso siano molto utili, se ad esempio all’inizio mi sfuggiva il significato di “ogni classe ha un’anima” in questo modo è diventato una sorta mantra.

Inoltre seguire sempre la stessa classe mi ha permesso di creare un buon rapporto sia con i docenti che con gli studenti, e così ho potuto anche mettermi alla prova preparando del materiale didattico che è stato utilizzato come attività in una delle lezioni. Devo dire che quel giorno ero molto agitata non sapevo se il mio “esperimento” sarebbe riuscito, ma grazie all’aiuto dell’insegnante si è verificato un buon esercizio. In realtà a volte ho preparato anche del materiale non didattico….

Ogni docente ha un metodo diverso di insegnamento e più docenti vedo all’opera più capisco che anche gli stessi argomenti possono essere sempre reinterpretati in modi nuovi e portare a risultati differenti a seconda di come vengono di affrontarti.
Uno dei livelli che ritengo più stimolante ed allo stesso tempo impegnativo è il 6° livello, ma vorrei non voglio togliere la sorpresa ai futuri tirocinanti.

A scuola ho anche avuto modo conoscere molti studenti e molte culture differenti, e ogni volta che un nuovo studente si presenta il primo pensiero è sempre “chissà come sarà il suo paese… come mi piacerebbe andarci!”.
Questa esperienza in effetti mi piace perché ogni giorno imparo qualcosa di nuovo:  蘿貝塔il mio nome in cinese, il piatto tipico del brasile è il “Mole” che in Italia non c’è perché è formato da tanti tipi di chili, 안녕 (an nyon) ciao in coreano, in Malesia non ci sono tigri (leggenda di Sandokan a parte), fare la gru con gli origami….

Dato che ho già un amico giapponese che frequenta questa scuola in poco tempo tutti hanno capito che potevo parlare giapponese e a volte anche perfino ragazzi di altri paesi, nelle pause o fuori dalla scuola, mi parlano in giapponese (“sayōnara” “arigatō”….) non va bene dovete parlare italiano!!! (scherzo!)
Chiaramente ho fatto amicizia con alcuni ragazzi che a volte ho accompagnato alla ricerca di una casa oppure semplicemente a fare shopping o in gita e una volta anche in vacanza….

La scuola Leonardo inoltre organizza sempre moltissimi eventi interessanti che permettono di approfondire i legami sia tra gli stessi studenti che quelli con gli insegnanti. La serata in cui è stata eletta Miss LDV 2012 sarà uno tra i ricordi (extra-scolastici) più belli!”

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