Nella lingua italiana si dice “essere una marionetta” o “essere un burattino” per indicare una persona priva di carattere o inaffidabile perchè manovrata da altri. Benché il detto derivi dal fatto che entrambi siano animati dalla abilità degli artisti che li manipolano, nel linguaggio quotidiano viene spesso dimenticato che si tratta di due oggetti diversi.
Qual è la differenza fra marionette e burattini?
L’abbiamo chiesto ad Augusto Grilli, fondatore e presidente della Fondazione Marionette Grilli, che a pochi passi dal Museo dell’Automobile di Torino, ha creato Casa Gianduja, il museo teatro dedicato alle marionette.
“La marionetta è un pupazzo mosso dall’alto per mezzo di fili, mentre il burattino è un pupazzo mosso dal basso inserendo la mano sotto al suo vestito. Esistono anche i pupi di tradizione siciliana, che sono parenti delle marionette, ma con un funzionamento completamente diverso dovuto a ferri rigidi anziché a fili. Di solito il teatro delle marionette propone temi popolari o derivati dalla Commedia dell’Arte, mentre l’Opera dei Pupi siciliani trae ispirazione dai romanzi, dai poemi e dalle canzoni del ciclo carolingio”.
Leggi qui di Gianduja, il protagonista del carnevale di Torino!
La storia di Casa Gianduja
Questa è solo una delle tante cose che si possono imparare presso Casa Gianduja, lo straordinario museo teatro che racconta la storia della collezione di marionette della famiglia Grilli dal 1946. Il museo raccoglie migliaia di burattini, marionette, scenari, teatrini e oggetti di scena prodotti in Italia fra il Settecento e la seconda metà del Novecento.
Adiacente all’area museale c’è un teatro di 100 posti dove vengono rappresentati spettacoli che hanno come protagonisti anche le marionette e i burattini che appartengono al museo. Nell’area esterna, inoltre, c’è un laboratorio di falegnameria dedicato alla costruzione e al restauro delle marionette e dove si organizzano laboratori per far conoscere ai bambini il mondo del teatro di figura. Nel prossimo futuro c’è anche in programma l’allestimento di un orto urbano e una speciale fattoria didattica, dove anche gli animali saranno marionette.
Il nome Casa Gianduja è stato scelto in onore del protagonista del carnevale torinese, che era nato come burattino ed era diventato così popolare da avere un teatro a lui dedicato. Siccome Gianduja era un personaggio rivoluzionario, accogliente e sempre pronto ad aiutare i più deboli, il nuovo spazio ha voluto ispirarsi ai valori da lui incarnati ed è oggi un luogo di condivisione, dove adulti e bambini si sentono bene.
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Casa Gianduja offre un ricco calendario di rappresentazioni, dove si può ritornare un po’ bambini riscoprendo la tradizione piemontese del teatro di figura.
Il segreto di Gioppino
Grazie alle spiegazioni di Augusto Grilli abbiamo avuto l’opportunità di imparare alcune espressioni nuove che a voi, appassionati di lingua e cultura italiana, interessano sempre. Lo sapevate che a Bergamo i burattini si chiamano gioppini? Si chiamano così perché si ispirano alla maschera bergamasca di Gioppino, le cui avventure venivano rappresentate nelle commedie dei burattini insieme a quelle di personaggi della Commedia dell’Arte. Dato che Gioppino rappresentava un sempliciotto dal linguaggio e dai modi molto rozzi, dalle parti di Bergamo si dice “fare il Gioppino” per indicare una persona esageratamente estroversa.
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